L'aggressività dei composti presenti nell'atmosfera, come gli inquinanti,
e di altre sostanze chimiche veicolate dall'acqua piovana, è responsabile
della maggior parte dei danni che si riscontrano sulle superfici esterne
dei manufatti edilizi. In particolare, quando l'alterazione interessa
le strutture di calcestruzzo, il fenomeno del degrado è complicato
dalle condizioni costruttive e, quasi sempre, risulta tanto profondo da
interessare l'armatura metallica avvolta dal conglomeratizio.
Il
successo delle malte premiscelate fibrorinforzate è da attribuire
alla loro capacità di soddisfare direttamente l'esigenza di ripristino
del calcestruzzo.
L'umidità e i suoi effetti rendono gli ambienti invivibili e malsani.
L'umidità da risalita capillare è un inconveniente che affligge
frequentemente le murature di edifici antichi e moderni, provocando il
degrado degli intonaci.
Questo processo è causato dall'assorbimento per capillarità
dei materiali di costruzion porosi a contatto con l'acqua del sottosuolo.
Gli effetti sono devastanti: muri umidi e intonaci sfarinati a causa della
cristallizzazione dei sali veicolati dall'acqua che provocano la rottura
ed il distacco dell'intonaco dovuti all'accrescimento volumetrico dei
cristalli di sale.
La bonifica delle lastre di copertura in cemento amianto assume sempre maggiore
importanza, ai fini ambientali, per la pericolosità determinata dalla
continua dispersione delle fibre di amianto nell'ambiente. Tra i metodi
di bonifica prescritti dal Decreto Ministeriale del 6 settembre 1994, Legge
257/92 figura l'incapsulamento delle lastre. Per ridurre entro i limiti
di legge l'emissione di fibre di amianto sulla copertura, si richiede di
incapsulare la superficie decoesionata, applicando idonei prodotti penetranti
e ricoprenti senza ricorrere, in taluni casi, alla preventiva pulizia, mediante
idrolavaggio, della superficie sporca, eseguita a norma di legge.